Il complesso delle botteghe in Corso Umberto costituisce un particolare progetto che si rivela ricco di spunti interessanti circa lo stile di Fumagalli come gli archi a tutto sesto che che si ripetono nelle quattordici aperture, le colonne binate che segnalano la bottega centrale e il bugnato che inquadra i due ingressi (scale) posti agli estremi della parte più lunga. I lavori hanno inizio il 20 Agosto 1865 ed il prospetto delle botteghe viene ultimato il 6 Marzo 1866, secondo il progetto messo a punto in data 3 Novembre 1865. Le botteghe, come riporta il Palumbo nella sua Storia, prendono il posto di molti degli antichi mulini dell’Università: Degli antichi mulini dell’Università nel 1879 si perdettero le ultime tracce, con la costruzione del palazzo Palumbo. A spezzoni erano stati comprati da Antonio Resta gli eredi del quale nel 1866 ne fecero giardino e botteghe; Le botteghe costituiscono, ancora oggi, un intervento inusuale nella tradizione architettonica non solo locale, sia per la destinazione d’uso, quasi sempre presente nei locali al piano terreno dei palazzi o nelle costruzioni terragne singole, sia per la concentrazione in un solo manufatto di ben dodici attività: un unicum esaltato dal magnifico giardino contrapposto tra le botteghe e i palazzi Resta e Pipino. Più di qualche intervento recente, ha purtroppo alterato la peculiarità delle aperture (architrave con arco a pieno centro sovrastante), introducendo, inoltre, elementi in palese contrasto, che ne hanno minato, però non irrimediabilmente, i caratteri identitari e l’unità architettonica.

