Di esso si sa sia stato oggetto di restauro ad opera di Luigi Fumagalli su richiesta dell’allora proprietario Alessandro Scazzeri. Quest’ultimo infatti voleva congiungere questo palazzo con un altro di nuova costruzione con il quale avrebbe condiviso un giardino. Dai disegni ritrovati si evince, infatti, un programma costruttivo ambizioso, che comportava la costruzione, nella 2.a strada Croce, di un palazzo dal prospetto imponente come quello in via M. Imperiali. Motivi di carattere politico (il periodo burrascoso del passaggio dal Regno borbonico a quello d’Italia, con i riverberi nelle vicende amministrative comunali) e familiare indussero D. Nicola Barbaro ad allontanarsi da Francavilla per circa tre anni (1862-1865) e, conseguentemente, a desistere dal portare a compimento il progetto del nuovo palazzo, riducendo il programma costruttivo alle modifiche funzionali e distributive del palazzo esistente, dotato di una nuova e scenografica scala, ed al completamento del solo pianterreno di quello che sarebbe dovuto essere il nuovo e forse un po’ troppo invasivo palazzo nella 2 a strada Croce. Nella odierna via Laura, malgrado alcune alterazioni più o meno recenti, ancora oggi è visibile lo “stile” del Fumagalli fatto di uso di bugne lisce in carparo, archi a tutto sesto nelle aperture principali a piano terra, collegati all’imposta da una semplice modanatura che separa anche la parte inferiore da quella superiore delle aperture architravate. La facciata di progetto prevedeva un piano superiore scandito da cinque balconate, sovrastate da altrettante finestrelle, e inquadrato da bugne laterali e da un cornicione molto aggettante. Il palazzo di via Imperiali, con la ristrutturazione interna operata da Fumagalli e, soprattutto, con l’innesto riequilibrante della nuova scala, acquista una centralità, oltre che politica, architettonica, che ne rafforza il prestigio e sposta su quella strada la rappresentazione della nuova architettura.

